Archivio Virgil Abloh
Collegamento esterno
- Virgil Abloh Archive
Titolo
- Archivio Virgil Abloh
Descrizione
Nato a Rockford, nell'Illinois, nel 1980, Virgil Abloh è artista, architetto e stilista. Dopo aver conseguito una laurea in ingegneria civile presso l'Università del Wisconsin-Madison, ha completato un master in architettura presso l'Illinois Institute of Technology. È stato qui, all'Illinois Institute of Technology, che gli è stato presentato il programma di studi originariamente stabilito da Mies van der Rohe. Un piano di studi formato dalle nozioni del Bauhaus, che ha permesso a Virgil Abloh di imparare a far convergere i campi dell'arte, dell'artigianato e del design. Queste nozioni, fuse con la cultura contemporanea, costituiscono oggi la sua pratica interdisciplinare, nata negli ultimi 15 anni.
In occasione della mostra Virgil Abloh: Figures of Speech al Museum of Contemporary Art di Chicago (2019), è stato pubblicato un libro omonimo che fa luce su un aspetto importante della logica creativa dell'artista americano (1980-2021). Esistono altre pubblicazioni dedicate al lavoro di Abloh, ma questa, per la prima volta, ha dato visibilità e valore concettuale al suo sconfinato archivio. Nel libro, l'archivio di Abloh è costituito principalmente da scatole piene di materiali vari e da molte immagini digitalizzate conservate in vari hard disk. La collezione contiene una grande varietà di supporti come fotografie, liste della spesa, ricevute, documentazione di progetti, selfie, immagini di abiti, confezioni immortalate in pose scultoree, modelli architettonici, disegni a pennarello rifotografati e quant'altro: tutti questi sono indicizzati in categorie di oggetti dello stesso tipo, senza alcuna altra forma di curatela, descrizione o interpretazione. Questo criterio tassonomico ha l'effetto di de-significare i materiali classificati, isolandoli dal loro contesto di produzione e utilizzo. Estratti dalla loro situazione di vita e da ogni contingenza, cessano di essere "storia" e vengono conservati come manufatti "eterni". Le scatole, ad esempio, assomigliano curiosamente alle "capsule del tempo" warholiane: campioni senza vita della realtà, immortalati, oggettivizzati, sigillati e consegnati alla memoria futura.