Archivio Visconti di Modrone
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Titolo
- Archivio Visconti di Modrone
Descrizione
L'Archivio Visconti di Modrone è conservato presso il Dipartimento di Storia dell'economia, della società e di Scienze del territorio «Mario Romani».
L’archivio della famiglia Visconti di Modrone rappresenta, nella sua complessa formazione e stratificazione, una riuscita sintesi di storia famigliare, imprenditoriale, urbana. Le vicende personali degli esponenti della famiglia sono testimoniate da una ricchissima mole documentaria, così come le loro relazioni economiche e sociali, la partecipazione a imprese industriali o alla amministrazione e governo di una città come Milano.
L’archivio conserva prevalentemente la documentazione riguardante la stirpe dei Visconti che fa capo a Uberto detto “il Picco”, morto nel 1315, fratello di Matteo I, signore di Milano. I suoi discendenti, che assumeranno la denominazione Visconti di Modrone nel Settecento, ricoprirono numerose cariche civili, ecclesiastiche e militari, in particolare, dal XVI secolo, nel Collegio dei nobili Giureconsulti e nel Consiglio dei 60 decurioni di Milano. Nel 1813 Napoleone concesse a Carlo Visconti il titolo ducale, che, alla morte di Carlo senza eredi diretti, passò al nipote Uberto Visconti di Modrone (1802-1850), appartenente al ramo cadetto.
L’ultimo passaggio dinastico riunì nella persona di Uberto patrimoni e relativa documentazione di diversi rami della famiglia, separati già dal Settecento.
Le testimonianze di queste vicende plurisecolari sono conservate in un complesso documentario di oltre 1800 buste, circa 600 registri, 700 tavole iconografiche, più di 400 pergamene che coprono prevalentemente un arco cronologico tra il XV e il XX secolo, con alcuni documenti di epoca anteriore.
L’archivio, più strettamente familiare, è quindi organizzato secondo il modello “per materia” impiegato negli archivi lombardi, gentilizi e non.
A questo schema sono state adattate, anche se non uniformemente, le carte prodotte dai principali esponenti della famiglia nel corso del XIX e XX secolo.