Alcorn A., Banzi M. "The Journey of Allan Alcorn From Electronics to Atari. A conversation between Allan Alcorn and Massimo Banzi", in «Archivio Magazine», 11 (2025)
Data (da)
- 01/10/2025
Dati (a)
- 31/10/2025
Prefisso
- 11
Numero
- 10
Pagine (prima - ultima)
- 50-57
Rivista
- Archivio
Numero della rivista
- 11
Numero di pagine
- 8
Lingua
- Inglese
Titolo
- Alcorn A., Banzi M. "The Journey of Allan Alcorn From Electronics to Atari. A conversation between Allan Alcorn and Massimo Banzi", in «Archivio Magazine», 11 (2025)
Descrizione
Articolo-intervista di Allan Alcorn e Massimo Banzi pubblicata in «Archivio Magazine» 11, The Tech Issue, nel 2025.
La conversazione tra i due ripercorre la carriera del pioniere dei videogiochi, partendo dalla sua giovinezza a San Francisco dove la precoce passione per l'elettronica lo portò a riparare televisori fin da adolescente e a laurearsi successivamente a Berkeley. L'incontro decisivo avvenne alla Ampex con Nolan Bushnell, che convinse un giovane Alcorn a lasciare un lavoro sicuro per unirsi alla nascente Atari come primo ingegnere. Fu proprio lì che Alcorn creò Pong: nato come semplice esercizio di addestramento utilizzando chip economici TTL invece di costosi microprocessori, il gioco si distinse per l'uso ingegnoso di soluzioni tecniche non convenzionali, come la generazione del suono riciclando segnali video esistenti o la trasformazione di un difetto nel movimento delle racchette in una caratteristica strategica del gameplay. Il successo fu immediato e travolgente, evidenziato dal celebre aneddoto del primo prototipo installato in un bar che smise di funzionare perché letteralmente intasato dalle troppe monete, un evento che spinse Atari a trasformarsi rapidamente da studio di design a produttore manifatturiero. Oltre all'epopea di Pong, l'intervista tocca il periodo successivo di Alcorn alla Apple, dove lavorò come Apple Fellow sulla compressione video digitale ponendo le basi per gli standard MPEG, e ricorda il suo ruolo unico come "unico capo" che Steve Jobs abbia mai avuto, avendolo assunto quando era ancora un ragazzo. Alcorn conclude riflettendo sul fermento irripetibile della Silicon Valley di metà anni Settanta, descrivendola come un ecosistema favorito dalla rapida evoluzione tecnologica e, soprattutto, dall'assenza di clausole di non concorrenza che permettevano il libero flusso di talenti e idee tra le aziende.
Data (testuale)
- Ottobre 2025